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venerdì 17 giugno 2011

Pride


Il Gay Pride: un momento di riflessione collettiva sullo stato della comunità LGBT. Oltre alla lotta per i diritti, c’è una questione parallela di visibilità. Quanto apertamente le persone LGBT possono vivere la loro identità senza subire discriminazioni o pressioni sociali?

In Italia, la strada da percorrere è ancora lunga. La cultura del paese, radicata nel conservatorismo, trascende le divisioni politiche tradizionali. Nonostante l’influenza della religione e le responsabilità eluse dalla politica, il cuore del problema risiede nella cultura stessa, con le sue resistenze apparentemente insormontabili.

Analogamente al movimento femminista, che dopo anni di battaglie non ha ancora liberato completamente le donne dalle catene di una cultura machista, il movimento gay rischia di seguire lo stesso percorso. Una volta conquistati i diritti, avremo la forza e l’autostima per esprimerci pienamente come individui?

Il dibattito annuale sul Gay Pride riflette questa incertezza. Alcuni condannano gli ‘eccessi’ della manifestazione, rivelando una mancanza di comprensione interna alla stessa comunità LGBT. Ma cosa rappresenta veramente questo orgoglio gay se siamo costretti a moderarci, a chiedere di essere accettati e integrati?

I membri della comunità LGBT devono comprendere che ciò di cui hanno bisogno non è l’integrazione, ma lo spazio per esprimersi liberamente. Ogni persona merita questo diritto, nel rispetto reciproco. Gli eterosessuali godono di meccanismi sociali che permettono loro di esprimere la propria individualità attraverso la famiglia, la genitorialità, l’educazione, la professione e altro ancora. Questi meccanismi sono garantiti dai diritti sanciti dai governi, diritti che anche la comunità LGBT contribuisce a sostenere.

Perché allora i cittadini LGBT non dovrebbero godere degli stessi diritti? Qual è il problema del mondo con il modo in cui esprimono la loro identità?

domenica 10 ottobre 2010

Gay cars on straight roads




E' giusto che un film contenga battute che offendono una determinata categoria di persone? 
Qualcuno potrebbe dire che una cosa del genere legittima opinioni scorrette nei confronti dei soggetti offesi. 
Nel caso specifico degli omosessuali, si potrebbe fare un elenco lunghissimo di film che lo fanno. Secondo me questa cosa è vera: le persone ricevono messaggi distorti su realtà che non conoscono e automaticamente si formano pregiudizi errati. 
Qualcuno giustamente potrebbe obiettare che i film spesso puntano a rappresentare la realtà, nel bene e nel male. Attribuirgli responsabilità educative, come effetto collaterale, è un modo per minare la libertà d'espressione. Vero anche questo.
Allora che si fa? Si chiede all'arte di asservirsi, per veicolare solo messaggi politicalmente corretti, oppure si continua a dare in pasto alla massa ignorante i bocconi che hanno già masticato mille volte? 
Non saprei dare una risposta a questa domanda. Ma sono sicuro che, come esiste la libertà di espressione, esiste la libertà di esprimere preferenze. Quindi mi limito a non andare a vedere questi film. A non pagare biglietti al cinema, a non far vendere i dvd... Prendo le distanze da messaggi che non approvo. Ognuno deve sentirsi libero di esprimersi come può...